Documentata dal 1056 — quando Milano non aveva ancora il Duomo — è il monumento più antico di Casciago e il teatro della festa patronale.
La chiesa sulla sua collina; sullo sfondo, il massiccio del Monte Rosa.
Le origini
Le prime tracce dell'edificio risalgono alla seconda metà dell'XI secolo: un atto del 1056 la menziona in relazione a una vendita di terreni, e un documento del 1170 registra proventi destinati proprio "alla chiesa di Sant'Eusebio". Non sappiamo chi la volle né chi la finanziò — sappiamo però che fin dall'inizio appartenne alla comunità, che se ne prese cura di generazione in generazione.
Dell'impianto romanico originale restano la rara finestra monolitica ad apertura svasata sulla parete sud e, soprattutto, il campanile. L'aula è di proporzioni raccolte: nel 1569 il gesuita Leonetto Chiavone la misurò con precisione — 5,95 per 8,93 metri. Una chiesa piccola, costruita per un borgo di campagna, sopravvissuta a tutto.
Il campanile durante la festa, con il pallone votivo acceso.
Il campanile
Il campanile è la firma romanica della chiesa: snello e slanciato, in pietra e ciottoli, sorge isolato a pochi metri dalla parete nord — una soluzione insolita che lo rende inconfondibile. È scandito da larghe lesene che incorniciano cinque specchiature sormontate da archetti pensili, un disegno che gli studiosi accostano alla torre di San Pietro di Gemonio.
Dalla sommità della collina lo sguardo spazia dalle pendici del Campo dei Fiori e del Sacro Monte fino ai profili di villa Valerio e villa Castelbarco Albani. È da qui che, ogni 31 luglio, il fuoco del pallone votivo illumina la valle.
La storia, anno per anno
Un atto di vendita di terreni nomina per la prima volta la chiesa di Sant'Eusebio.
Due possidenti vendono dei beni e ne destinano il ricavato alla chiesa: la comunità la sente già sua.
Dopo il Concilio di Trento arrivano i visitatori: si misura la navata, si segnala il dissesto di facciata e abside.
L'arcivescovo di Milano visita personalmente la chiesetta e ne documenta il deterioramento.
Sotto Federico Borromeo si costruisce il nuovo presbiterio; l'arcivescovo ordina la forma rettangolare e la volta sulla navata.
La visita del cardinal Visconti trova presbiterio rettangolare e navata voltata. Manca ancora la sagrestia.
Il cardinal Pozzobonelli attesta la sagrestia finalmente costruita, le pareti a stucco, le due acquasantiere.
Lesene, cornici e frontone: la facciata assume l'aspetto elegante che conserva ancora oggi.
La parrocchia si trasferisce nella nuova chiesa dei Santi Agostino e Monica. Sant'Eusebio resta il cuore antico del paese.
Negli anni Ottanta si restaurano tetto ed esterni; dal 2000 la torre campanaria e gli interni.
L'altare maggiore in marmo policromo con la statua lignea del santo, addobbato per la festa.
La statua e l'altare
Sopra l'altare maggiore, in una nicchia chiusa da vetrata al centro di un complesso in marmo policromo, sta la statua lignea di Sant'Eusebio, opera del Seicento. Il vescovo è ritratto con mitra e pastorale, nei colori vivi della policromia originale.
La sua storia è curiosa: la prima menzione, in una relazione del parroco Borzio del 1683, lascia intendere che allora la statua fosse collocata all'esterno, sopra la porta principale — esposta al sole e alle piogge. Solo nell'Ottocento la ritroviamo al riparo: nel 1855 l'arcivescovo Romilli la registra all'interno, protetta dal vetro. Durante la festa patronale è lei il centro di ogni sguardo.
La chiesa all'imbrunire, con il campanile illuminato per la festa.
Oggi
Il legame tra Casciago e la sua chiesa non si è mai spezzato. Il FAI l'ha accolta tra i "Luoghi del Cuore", votata dai cittadini censimento dopo censimento dal 2012 al 2022, e nel 2021 è stata aperta alle visite per la Giornata FAI d'Autunno.
Ma il momento in cui la chiesa torna davvero a vivere è la fine di luglio: le luci sul campanile, il pallone votivo sul sagrato, le messe all'alba del 1° agosto. Nove secoli dopo il primo documento, la collina si riempie ancora.
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La chiesa è bella sempre. Ma la sera della vigilia, con il pallone che brucia sul sagrato, è un'altra cosa.
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