La storia
Stessa fiamma,
generazioni diverse.
Le insegne cambiano, le stoffe degli abiti si trasformano, le mani che reggono la fiaccola passano di figlio in figlio. Ma il campanile romanico resta lì, testimone silenzioso, dal 1056. Le fotografie d'archivio che la comunità casciaghese conserva con cura raccontano una continuità rara: la stessa scena, lo stesso sagrato, la stessa folla che si raduna ogni 31 luglio. Cambia solo la luce.
Il novecento ha portato i bambini in calzettoni, le bancarelle artigianali, gli archi di benvenuto in legno e cartapesta. Il duemila ha aggiunto la fiaccola da Vercelli, le riprese dei droni, i fuochi sincronizzati con la musica. Ma il gesto centrale — accendere il pallone votivo davanti alla chiesa — è rimasto identico per otto secoli.